Ecco se c’è una pietanza in cui i semolati o la farina di frumento mi mancano tanto è proprio la pizza, così come il pane. Il problema non è relativo solo alla mancanza di consistenza alla quale ero abituata da un vita, ma riguarda soprattutto i profumi e il gusto che rendono la pizza, davvero la pizza. Insomma fare la pizza senza glutine è come fare “il tiramisù alle fragole” cioè lo chiami così per semplificare ma non è mica un tiramisù! Stessa cosa per la pizza..ne possiede più o meno l’aspetto ma manca di tutta una serie di componenti peculiari che risulta davvero difficile definirla tale.

Quel che aiuta maggiormente è l’uso dei condimenti che, se buono, aiuta non poco a superare lo scoglio, e, per quanto senza glutine, la scelta della farina e devo dire che tra i tanti mix provati la Fioreglut del molino Caputo è stata quella che mi ha convinta maggiormente.

La ricetta su cui mi sono cimentata appartiene alla pizzaiola Sara Palmieri. Tra tutti gli step ovviamente, l’unico irripetibile riguarda la modalità di cottura. Non avendo il forno a legna, risulta un po’ difficile ottenere quel delizioso aspetto finale come il suo.

Però per il resto, tutto si può fare, la sua ricetta prevede 36 ore di maturazione in frigorifero con 1,5 g di lievito, io ho duplicato la quantità di lievito e dimezzato così i tempi di maturazione che da 36 sono scesi a 18, quindi partendo dal pomeriggio del giorno prima sarete in grado di gustarla a pranzo.

Stavolta, voglio condividere con voi il video, ben fatto, ben spiegato. Buona visione!

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