Una proposta semplice per una ricetta ancora più semplice. Il biscotto savoiardo, o biscuit à la cuillere per volerlo dire alla francese. Insomma, ma chi l’ha detto che un determinato prodotto debba morire imprigionato nella sua canonica forma? Ma soprattutto, lo vogliamo sfatare sto mito che il savoiardo si usa solo per fare torte charlotte o tiramisù? La semplicità della mia proposta lo vuole eleggere però, alla più golosa e soffice delle basi, insomma una ricetta preziosa da non sottovalutare.

Da poco poi, mi sono imbattuta nella ricetta del maestro Iginio Massari proprio del savoiardo senza glutine. Non potevo non provarlo subito anche perché si prepara in un batter d’occhio con ingredienti che solitamente tutti abbiamo a casa , e, anche perché ho un debole per lui a colazione, inzuppato nel cappuccino. Mmm, potrei farci una ricetta!

La ricetta del maestro Iginio Massari è per circa 25 savoiardi senza glutine

  • 100 g di tuorli d’uovo
  • 65 g di zucchero semolato
  • ½ bacca di vaniglia
  • ½ buccia di limone grattugiato
  • 150 g di albumi d’uovo
  • 60 g di zucchero semolato
  • 110 g di fecola di patate
  • per lo spolvero: zucchero semolato e zucchero a velo

Non omettete una leggera spolverata di zucchero semolato prima di spolverare lo zucchero a velo sul biscotto appena prima della cottura, pare inutile, ma contribuirà a conferire al prodotto finito un guscio croccante molto interessante.

In una ciotola montate a schiuma per 5 minuti a media velocità i tuorli, lo zucchero e gli aromi con un frullino elettrico. A parte, in un altra ciotola, montate gli albumi a neve ferma con lo zucchero.

Amalgamate le due masse incorporando successivamente la fecola setacciata.
Vi riporto il metodo che ci illustra il maestro Massari: incorporate 1/3 di albume montato a neve con zucchero e aromi nei tuorli montati con lo zucchero, mescolando con un cucchiaio di legno dall’alto verso il basso con movimento rotatorio e delicatamente, poi incorporate una metà della fecola setacciata, un altro terzo di albumi e successivamente ancora la rimanenza della fecola e completate con l’albume rimasto. La massa dovrà presentarsi lucida, soffice e leggera.
Modellate con un sacchetto a bocchetta liscia n° “10” su teglie coperte da carta da cottura dei bastoncini lunghi cm 8, spolverateli dapprima con un setaccio di zucchero semolato e successivamente spolverateli con un leggero strato di zucchero a velo.
Cuocete a 210-220°C per 12 minuti con valvola aperta. (valutate personalmente e attentamente le temperature di cottura nel vostro forno).

Il maestro ci da anche qualche consiglio riguardo la conservazione:

Il savoiardo si presenterà di un bel colore dorato chiaro. La cottura sopra indicata è ideale per gli amanti del savoiardo freschissimo, che si consiglia di mangiare entro due o tre giorni. Se lo cuocete un po’di più, prolungando la cottura di due minuti a temperatura più bassa di 20°C, il biscotto può essere conservato per trenta giorni chiuso in una scatola ermetica, in un luogo fresco e asciutto.

Io li ho solo cotti in forme diverse, tagliati e farciti con panna, gelatina di fragole e mirtilli, un piccolo bocconcino delizioso ideale per chiudere il pasto della domenica!

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