Ho avuto la fortuna di conoscere i miei nonni materni ai fornelli. Non esiste immagine nella mia memoria più rassicurante di quella. Li ricordo molto bene ho una memoria lucida dei loro movimenti, spesso anche delle loro parole. Pensandoci bene, quando ancora ne hai piena facoltà ti dovrebbe essere detto in segreto, ancora prima che accada, quando sarà l’ultima volta che avrai la possibilità di fare qualcosa che ami. Io, ad esempio, avrei voluto sapere in anticipo della mia ultima volta del risotto con i funghi di mio nonno, del suo fritto di mare.. o del couscous di pesce di mia nonna, dei suoi brik di pollo o dei suoi carciofi ripieni. Cioè, certe cose non le mangi più poi, dai.

Qualche ricetta la conserviamo ancora gelosamente io e mamma. Più che ricetta si parla di una realtà fatta di profumi e ricordi e sapori stampata sul cuore. Qualcosa che non ti dimentichi, che rifai mille volte e più, ma mai e poi mai sarà la sua versione. Che per carità magari era diversa di volta in volta anche lei ma quando fatta dalle sue mani, aveva tutta un’altra poesia.

Questa ricetta è una di quelle. Una di quelle che mamma non si è dimenticata, e io invece avevo lasciar andare forse perché chissà da quando non la mangiavo più.

Una preparazione che di per se è più una meraviglia di intrecci gastronomici. Origano, olive, pomodorini, capperi, caciocavallo per i più golosi. La magia, quella vera, è il bacio fra finocchio e aceto. Il resto, sarà solo il tempo che vi servirà per preparare questa delizia, durante il quale il tempo vi sembrerà fermarsi.

Vi occorreranno:

  • finocchi a gogo, scherzo dai, almeno un chilo già puliti e privati del gambo (le parti più dure non buttatele, bollitele o fatele al vapore per un’insalata express olio e aceto)
  • 1 etto circa di pomodorini dolci
  • 3 cucchiai molto generosi di olive nere o taggiasche meglio
  • origano “a sentimento” ma con misura, mi raccomando
  • capperi un cucchiaio (meglio quelli sotto sale da dissalare poi)
  • 1 grosso spicchio d’aglio
  • 2 cucchiai di aceto di riso o di vino bianco
  • pangrattato (anche senza glutine) q.b
  • caciocavallo una manciata tagliato a cubetti (facoltativo)
  • sale
  • pepe
  • prezzemolo
  • olio extravergine d’oliva
  1. Lavate i finocchi sotto l’acqua e togliete le parti più dure esterne ed il gambo.
  2. Tagliateli in spicchi non troppo sottili , lasciateli spessi altrimenti non risulteranno croccanti. Questo è un passaggio importante, i finocchi non dovranno essere molli o stracotti ma mantenere il più possibile consistenza anche dopo la cottura.
  3. Fate scaldare abbondante olio in una padella capiente e tuffate al suo interno uno spicchio d’aglio pulito. Quando l’aglio sarà ben dorato unite i finocchi e lasciateli cuocere a fiamma alta.
  4. I finocchi si dovranno ben colorare, tostare, quasi (ho detto quasi eh) bruciacchiare. Correggete con sale e pepe e proseguite la cottura per circa 10 minuti a fiamma bassa, mescolando spesso.
  5. Mettete quindi le olive, i capperi dissalati e pomodorini tagliati a metà. Unite anche l’origano, mescolate bene il tutto e lasciate cuocere per altri 10 minuti quindi sfumate il tutto con l’aceto. Unite il prezzemolo tritato.
  6. Spolverate sui finocchi una generosa quantità di pangrattato e lasciate tostare brevemente il tutto.
  7. Fuori dal fuoco, unite il caciocavallo se desiderate, e servite subito.

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