Una pagnotta deliziosa, profumata e saporita, con una struttura interna pazzesca, che non si sbriciola, che mai e poi mai potreste dire essere senza glutine. Sto cercando di limitare l’assunzione di farine raffinate (e non) contenenti glutine, ho notato dei miglioramenti non indifferenti nel mio stato di salute. Una delle mie paure più grandi era quella di non poter fare più il pane come prima, e non parlo di risultato, ma di tutto quell’insieme di gestualità che ti fanno stare bene quando prepari il pane. Ho sempre saputo che per via dell’assenza infatti di una incordatura vera e propria, presente solo quando la farina e l’acqua creano la maglia glutinica, sarebbe stato davvero arduo lavorare un pane che non tenesse struttura, difficile da formare, piegare, stagliare, etc; .

Eppure col consueto giro in rete, quello d’obbligo insomma, che ti forza ad aprire gli occhi sulla realtà dei fatti, la verità dispiegatasi davanti ai miei occhi non è stata poi così difficile da accettare. Molini come Dallagiovanna, Pasini e Caputo hanno la loro linea “zerograno” e già lì ho tirato il mio primo sospiro di sollievo. Alla vista poi dei risultati proposti mi si sono illuminati gli occhi. Pani in appretto nei cestini, che potrebbe benissimo sembrare il titolo di un dipinto su tela, è stata la conferma che cercavo, la possibilità insomma che la mia passione avrebbe potuto continuare ad essere messa “in forma”.

Non solo farine, poi. Ma ci sarà da studiare e applicarsi su tutta una serie di addensanti naturali che se aggiunti in giuste quantità donano sofficità ai pani e alveolo, cosa che non dispiace 🙂 Scriverò sicuramente un post più dettagliato su questo argomento.

Per una pagnotta rustica con farina di grano venere e semi senza glutine

  • 300 g di mix b Mix Pane Schar
  • 150 g di farina Revolution per pane
  • 50 g di farina di riso venere
  • 425 g di acqua tiepida
  • 3 g di l.d.b fresco
  • 25 g di olio extravergine d’oliva
  • 11 g di sale
  • 3 cucchiai colmi di semi misti di girasole e zucca
  • 3 cucchiai di semi di papavero
  • farina di mais (fine) per lo spolvero

In una ciotola, mescolate tutti gli ingredienti ad eccezione del sale, che metterete per ultimo. Lavorate bene facendo amalgamare bene tutti gli ingredienti. Coprite con canovaccio o pellicola, e mettete a lievitare a temperatura ambiente per 8/15 ore. Con questo quantitativo di l.d.b i tempi a temperatura ambiente sono questi. Qualora voleste utilizzare il frigorifero i tempi si allungano (18/24 ore).

L’indomani prendete l’impasto e rovesciatelo sulla spianatoia sulla quale avrete spolverato la farina di mais. Eseguite due classiche pieghe “stretch and fold” e mettete a lievitare nuovamente in un cestino da lievitazione spolverato con farina di mais, con la parte di chiusura verso l’alto, per circa 1 ora al riparo da correnti.

Nel frattempo fate riscaldare la pentola in ghisa nel forno a 250°C.

Quando la pagnotta sarà pronta, incidetela con il rasoio, ribaltatela nella pentola, richiudete con coperchio e fate cuocere a 250°C per i primi 20 minuti.

Abbassate quindi la temperatura del forno a 220°C, togliete il coperchio, e proseguite la cottura per altri 20 minuti.

Togliete il pane dalla pentola e lasciatelo per altri 5 minuti a 200°C sulla grata del forno.

Sfornate e addossate il pane alla parete della cucina, in modo che i suoi vapori esalino verso l’alto.

Attendete che il pane sia freddo prima di tagliarlo.

Rispondi

CLAUDIA AMBU COPYRIGHT © 2010. ALL IMAGES ARE PROTECTED UNDER COPYRIGHT LAW. CREDIT THIS WEBSITE WHEN USING ANY IMAGES ON PINTEREST AND EMAIL REQUESTS FOR ANY OTHER USAGES, INCLUDING BLOGS.
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: