Due mesi fa, non avrei mai pensato che, col senno di poi, un giorno ci sarei riuscita anche io. La gestione della pasta madre nella mia mente, che fosse di natura solida o liquida era per me un desiderio irraggiungibile. E il bello è che non so nemmeno spiegare bene perché.

Dico non so spiegare “bene” perché voglio provare comunque a spiegarvelo e magari ci riuscirò, anche se male.

Già perché un motivo ben preciso non c’è, piuttosto qualcosa che assomiglia più alla mancanza di tempo, voglia, desiderio vero di applicarsi a qualcosa che fondamentalmente richiede costanti cure e attenzioni.

Probabilmente questo periodo di lockdown è stato, tra le tante cose, un modo per dedicarmici in maniera definitiva e più affezionata se vogliamo.

Così, dopo i primi insuccessi, seguiti da frustranti sensazioni di fallimento personale, io e il mio li.co.li (cui ho dato il nome di Nicoletta) abbiamo imparato a conoscerci bene e io, da parte mia, anche a saperla utilizzare al meglio. Delle mie possibilità è ovvio. Non sono una professionista, spero comunque di riuscire a fare altri corsi in futuro perché mi sono divertita tantissimo a seguirne uno.

Comunque, ci siamo. Presto, proverò anche io a scrivere un post tutto mio sulla creazione e gestione del lievito madre in coltura liquida. Se non altro sarà un vademecum utile soprattutto a me, per non dimenticare ciò che ho appreso e sarà ovviamente in continuo aggiornamento.

Questa la ricetta del pane con farina di grano tenero di tipo 1 con licoli del maestro Stefano Pibi

Ingredienti e dosi per due pagnotte da 750 g circa

  • 1000 g di farina di grano tenero di tipo 1 di media forza
  • 600 g di acqua
  • dai 100 ai 300 g di pasta madre in coltura liquida (io 130 g)
  • 20/25 g di sale marino integrale

Fate sciogliere la pasta madre nell’acqua, aggiungete farina e sale e fate incordare. Non fate scaldare troppo l’impasto.

Riponete in un contenitore appena unto e lasciate puntare a temperatura ambiente a 24/26°C per circa 3 ore.

Durante la prima ora e mezza eseguite le pieghe di rinforzo, ogni mezz’ora (per un totale di tre pieghe).

Dopo aver effettuato le pieghe lasciate puntare l’impasto senza più toccarlo.

Al raddoppio, trasferite l’impasto su di un piano infarinato appena e formate le vostre pagnotte e riponetele nel cestino da lievitazione insemolato e coprite con un telo in lino.

A questo punto potete mettere in frigorifero (anche lo spazio di una notte) per poi cuocere immediatamente l’indomani mattina, oppure cuocere immediatamente in pentola in ghisa riscaldata a 240°C per circa 15 minuti, 220°C per gli ultimi 30 minuti. (se non utilizzate la pentola vaporizzate acqua nel forno per i primi 15 minuti, quindi fate fuoriuscire il vapore e proseguite la cottura.

Come vi accorgete quando l’impasto sarà pronto; se con un polpastrello, toccandolo, tornerà su in due secondi, allora sarà pronto per essere infornato!

Quando sfornate il pane, appoggiatelo in verticale a ridosso del muro della vostra cucina e lasciatelo raffreddare bene prima di tagliarlo!

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