Tra tutti i pani su cui mi sono applicata di recente, questa, è stata la più piacevole delle scoperte.

Un po’ per quanto riguarda la sua riuscita che mi ha resa particolarmente orgogliosa, un po’ perchè ha travolto casa di un piacevolissimo profumo di panificio con note spiccatamente tostate di nocciola e castagna. Insomma il pane ideale per le mie narici dannatamente settembrine.

Vi avviso, nessuna regola. Solo le pieghe si salvano.

Per il resto, lasciatevi guidare dal vostro lievito, che anche senza parlare sa comunicare tanto.

Ho preferito optare per un impasto diretto, niente autolisi. E vi preannuncio già, niente riposo in frigorifero.

Per una pagnotta al farro vi occorrono:

  • 500 g di farina di farro bianca
  • 320/330 g di acqua
  • 130 g di licoli ben attivo
  • 9 g di sale

Alle ore 8 del mattino il mio licoli era bello attivo, quasi al precollasso.

Ho impastato immediatamente mettendo tutti gli ingredienti (a parte il sale) in planetaria con gancio a uncino. Unite per ultimo il sale, fate incorporare bene. (lavorazione veloce e non troppo prolungata).

Ho messo l’impasto in un contenitore lasciato riposare circa mezz’ora, quindi ogni 20 minuti circa ho effettuato tre pieghe.

Dopo aver fatto le pieghe ho lasciato puntare a temperatura ambiente per circa 4 ore.

Quindi ho formato il pane, l’ho riposto all’interno del suo cestino da lievitazione, l’ho coperto con un telo di lino e l’ho lasciato a temperatura ambiente sino a che non ha raddoppiato nuovamente il suo volume. (circa 2 ore).

L’ho quindi cotto immediatamente in pentola in ghisa smaltata, primi 20 minuti con coperchio, poi per altri 25/30 minuti.

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