L’altra mattina sono uscita a fare la spesa. Ovviamente, un’impresa. Ho fatto tutto di corsa pensando alle decine e decine di persone che come me, facevano la fila fuori e attendevano il loro turno per entrare e probabilmente farsi prendere dall’ansia a loro volta.

A me non piace fare la spesa. Tranne che in questo periodo. I supermercati si riempiono di piantine profumate, primizie dell’orto…mi sento come un paesaggista con la campagna inglese che si dispiega sotto il suo naso. Ispirata.

Peccato che dura poco.

Appena varco la soglia la signorina al microfono ripete, sicuramente per l’ottantesima volta già in quella mattina, di apprestarsi a fare gli acquisti. E niente il panico prende il sopravvento e “pizzino” alla mano per non dimenticare niente, cerco di arraffare quel di cui abbiamo bisogno e lo butto nel carrellino. Avevo sorpassato l’area ortofrutta perché a casa già avevo qualcosa e non volevo sovraccaricarmi anche per paura di sprecare. Poi, il colpo di fulmine, e come d’improvviso mi sembra di essere sola, i suoni, si fanno più sbiaditi.

Perché, mentre chiudo il banco frigo, il mio sguardo va inevitabilmente lì, su quegli adorabili, freschissimi, mazzetti di cipolla di Tropea, tutti carini sull’attenti, con quel meraviglioso inconfondibile ammaliante colore che tutto d’un tratto mi butta lì, di nuovo, in piena Primavera. Mi avvento su di loro e li guardo inebetita.

Ora abbandonate la scena idilliaca, che solo un vero amante del buon cibo può capire, e immaginatevi me, che con i guanti in lattice cerco di aprire la bustina per mettere dentro le cipolle e con la cassiera, che per la seconda volta da quando ero entrata ripeteva nuovamente: “si pregano i clienti di essere celeri…” Bruah.

Comunque sono riuscita nell’impresa. La parte più difficile sarebbe venuta dopo, quando, con il solito pizzino alla mano, la cassiera che….e i cipollotti finalmente nel carrellino realizzo di voler fare una quiche e cerco di ricordare che cavolo serve per l’appareil à quiche . Sembra che sto partecipando a un quizzone e mi vien da ridere da sola. Li ho azzeccati tutti, evvai.

Quindi, questa ricetta la dedico a tutti voi, che di questi tempi siete incasinati con la spesa, che girate per ore prima di trovare un super che non abbia code che prevedano tempi improponibili di attesa. E’ per voi, perché so che nonostante tutto, continuate a sognare e sperare nuovamente nella normalità che forse, alla fine arriviamo tutti a sottovalutare un po’.

Bacioni forti!

Ingredienti e dosi per uno stampo da 24 cm

Per la pasta brisée

  • 200 g di farina per tutti gli usi
  • 90 g di burro freddo
  • 1 uovo
  • una presa generosa di sale
  • 20 g di acqua fredda
  • due cucchiaini di semi di papavero (facoltativi)

Mescolate farina e sale.

Quindi unite il burro e fate sabbiare l’impasto lavorando con i polpastrelli senza far scaldare troppo l’impasto.

Aggiungete l’uovo sbattuto e l’acqua. Non lavorate troppo a lungo altrimenti la pasta non risulterà friabile.

Fate raffreddare in frigorifero per 1 ora e mezza circa.

Stendete l’impasto su di una spianatoia con il mattarello e adagiatelo su una teglia antiaderente o ricoperta da carta da forno.

Preparate ora l’appareil à quiche

  • 200 ml di latte
  • 65 ml di panna
  • 3 uova
  • sale
  • pepe
  • dadini di pancetta (mia aggiunta)

Mescolate tutti gli ingredienti in una ciotola con l’aiuto di una frusta.

Colate questo preparato sul guscio di pasta brisèe. Posizionate sopra la cipolla di tropea ben lavata a tagliata a metà con la disposizione che più vi aggrada.

Fate cuocere per 30/35 minuti in forno caldo a 180°C.

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