Ricetta particolarmente ostica, difficile trovare una versione valida, su cui studiare un po’. Sara nel suo blog, ci offre una delle poche versioni serie e affidabili su questo tipo di prodotto. Anche sul mio libro di dolci sardi si rimane sul vago, nessuna dose precisa, niente specificazione sui tempi etc..

Tutto ciò rende piuttosto complicato applicarsi alla preparazione di questo dolce tipico, se poi partiamo soprattutto dall’assunto che già affiancarsi allo studio e alla preparazione di alcuni dolci tipici sardi non è per niente semplice e scontato di suo.

Le caschettes o caschettas o tiliccas o tiricche, a seconda delle zone di diffusione, cambiano appunto non solo il nome ma si presentano anche confezionate in maniera diversa.

Sostanzialmente si tratta di un rettangolo di pasta violada detto anche su pillu finemente decorato grazie alle rodittas che altro non sono che delle rotelle tagliapasta grazie alle quali si ricavano degli intagli delicati e molto particolari.

Il ripieno può essere il classico pistiddu, composto a base di sapa, o miele, come queste mamoiadine nello specifico con l’aggiunta di zafferano e la componente di frutta secca (sempre presente). La loro forma può essere variabile, a spirale, a cuore, a goccia, a esse, lettere, etc..

I còtzuli con la sapa più buone le ho mangiate in provincia di Sassari, queste, non le avevo mai provate prima e devo dire che sono davvero deliziose con un inebriante profumo che ricorda il torrone.

La ricetta della pasta violada per la realizzazzione delle caschettas barbaricine la trovate qui.

Per quanto riguarda il ripieno ho invece utilizzato le dosi guida di Sara.

  • 1 kg di farina finissima di mandorle
  • 550 g di miele (il mio un miele estivo dello scorso Luglio, millefiori con note di eucaliptus)
  • 2 bustine e mezzo di zafferano (io ho usato lo zafferano di Turri)
  • 1 limone (scorza grattugiata)
  • 1 arancia (scorza grattugiata)
  • 1 cucchiaio di zucchero

In una pentola ben capiente si porta a bollore il miele e lo zucchero, quindi si aggiunge lo zafferano, i profumi degli agrumi, e la farina di mandorle.

Si lascia cuocere il tempo sufficiente a creare un composto omogeneo, liscio e che si stacca dalle pareti. Quando sarà pronto dovrà essere fatto raffreddare bene.

Con questo preparato andrete a realizzare con le mani dei cilindri lunghi e stretti della lunghezza di 25-30 cm. I cilindri vanno posizionati sui rettangoli di pasta violada della stessa lunghezza del cilindro di mandorle ovviamente.

Quindi si richiude facendo una leggera pressione. Si fanno asciugare in forno per circa 15 minuti a 140/150°C. Lasciando per l’ultima parte lo sportello del forno appena aperto.

Rispondi

CLAUDIA AMBU COPYRIGHT © 2010. ALL IMAGES ARE PROTECTED UNDER COPYRIGHT LAW. CREDIT THIS WEBSITE WHEN USING ANY IMAGES ON PINTEREST AND EMAIL REQUESTS FOR ANY OTHER USAGES, INCLUDING BLOGS.
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: