Con questa ricetta chiudiamo il capitolo dedicato a “is pabassinas”. Di certo non chiudiamo il capitolo dei dolci sardi, insieme ai quali ancora ci attendono altre numerose ricette.

L’esecuzione di questo dolce è davvero semplice. Come sempre, la fase che precede l’esecuzione è molto delicata, riguarda la scelta della materia prima, e l’attenzione nella sua gestione in una, chiamiamola così, prima fase, di elaborazione degli ingredienti fatta da piccoli passaggi che costituiscono i fondamentali dettagli che alla fine, fanno sempre la differenza. Le noci e le mandorle per esempio vanno tritate al coltello, e lasciate grossolane, dovremmo sentirle sotto ai denti, e vanno fatte tostare a temperature non troppo alte, 80-massimo 100°C con lo sportello del forno aperto, sino a che diventeranno tostate e croccanti ma non troppo brunite.

La scorza dell’arancia deve essere senza la parte bianca, pelata con attenzione e anch’essa fatta essiccare, al sole sarebbe meglio, e poi tritata fine o resa in polvere dipende dai gusti.

Per il resto non si può prescindere da un buon strutto di maiale artigianale che io prendo al mercato di San Benedetto, uova fresche e via andare, ma questi sono suggerimenti validi per qualsiasi tipo di dolce si voglia preparare.

La ricetta che vi consiglio, è per circa una settantina di pabassine.

  • 750 g di farina debole
  • 85 g di noci (tritate grossolanamente e tostate)
  • 85 g di mandorle dolci (tritate grossolanamente e tostate)
  • 10 g di scorza d’arancia tritata fine o in polvere
  • 1 bicchiere di mosto cotto (sapa)
  • 200 g di zucchero semolato
  • 2 uova medie
  • 175 g di strutto (no burro vi prego)
  • 5 g di semi di anice
  • cannella q.b a vostro piacere
  • 200 g di uvetta passa fatta reidratare e asciugata
  • 1 cucchiaino raso di bicarbonato
  • 1 bustina di lievito per dolci

In una scivedda o in una ciotola ben capiente, iniziate a lavorare con le mani lo zucchero e le uova, quindi unite lo strutto, l’uvetta, tutte le spezie e la frutta secca tostata.

Iniziate a incorporare la farina insieme al lievito e al bicarbonato aiutandovi versando la sapa di volta in volta per ammorbidire l’impasto.

Dovrete ottenere un impasto che non si attacca più alle mani, ben omogeneo, morbido. Assomiglia molto ad una frolla comune, molto morbida ma facilmente lavorabile.

Stendete la pasta con l’aiuto di un mattarello portandola allo spessore di circa 1 cm. Con dei taglia pasta a forma di rombo ricavate dunque i vostri pabassini.

Sistemateli in teglie foderate di carta da forno e fate cuocere a 180°C per 15/18 minuti.

Sfornate e lasciate raffreddare completamente.

Per la glassatura classica montare albume e zucchero a velo sino a consistenza. Io ho preferito usare una glassa fondente, per me più delicata, e decorate con sferici colorati o argentati.

Rispondi

CLAUDIA AMBU COPYRIGHT © 2010. ALL IMAGES ARE PROTECTED UNDER COPYRIGHT LAW. CREDIT THIS WEBSITE WHEN USING ANY IMAGES ON PINTEREST AND EMAIL REQUESTS FOR ANY OTHER USAGES, INCLUDING BLOGS.
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: