Con questo nome “piricchittus” o “piricchillus” o “pistoccheddus” in Sardegna rientrano due categorie di dolci che differiscono fra loro per alcuni particolari e che trovano un punto in comune nella copertura esterna o glassa.

Il primo tipo ha una consistenza semidura, pieno, generalmente rotondo e molto piccolo (non oltre i 5 cm di diametro).

Il secondo tipo invece prevede forme anche maggiori di forma completamente irregolare e vuoti, rientrano in questa categoria sia is piricchittus confezionati a Quartu Sant’Elena, sia quelli tipici di Ittiri con una forma stavolta a mezzaluna o arco.

Molto spesso i piricchittus venivano realizzati con gli avanzi dei tuorli rimasti dalla separazione delle uova necessaria per la realizzazione degli amaretti (che invece richiede solo l’uso degli albumi). E ancora, si era soliti preparare i dolcetti in anticipo, rispetto alla festa, (solitamente festeggiamenti in onore di San Giovanni Battista) e li si lasciava senza glassa, in sardo “fora de ddus spinzellai”.

Era usanza infatti, che venisseri ricoperti di glassa nella stessa casa dell’obriere (presidente del gremio) sotto la supervisione dell’obbrera (la moglie).

Le donne mettevano a disposizione la loro manodopera per devozione nei confronti del Santo e l’ultima domenica di Luglio quando una tracca (un carro agricolo riccamente addobbato) giungeva in piazza IV Novembre a Quartu con il suo corteo di partecipanti, di ritorno dalla chiesa campestre di Sant’Andrea, una pioggia di piricchittus, veniva lanciata sulla folla come a simboleggiare l’abbondanza, che “pioverà” proprio come questi dolci, sui fedeli.

Fonti e ricetta estrapolati da : I dolci in Sardegna, storia e tradizione, edito da Ilisso ;

Ingredienti:

  • 500 ml d’acqua
  • 500 g di farina debole
  • 200 g di strutto
  • 15 uova (10 tuorli e 5 intere)

Per su sciroppu a puntu per la copertura

  • 400 g di zucchero
  • 200 ml acqua
  • acqua ai fiori d’arancio q.b

La preparazione dei piricchittus è molto simile a quella della pasta choux.

Portate a bollore l’acqua, versatevi lo strutto e fatelo sciogliere. Aggiungete tutta d’un colpo la farina e mescolate con un mestolo di legno lasciando la pentola sul fuoco per circa una decina di minuti.

A questo punto trasferite l’impasto in una ciotola ben capiente, apritelo bene e fatelo raffreddare per qualche minuto. Iniziate ad aggiungere le uova. Dovrete ottenere una consistenza morbida ma non troppo cedevole. dovrà essere liscio e lucido.

A questo punto con un cucchiaio formate delle piccole porzioni irregolari su una teglia microforata o coperta di carta da forno. Infornate a 250°per circa 10 minuti, quindi portate la temperatura a 200°C per circa 30 minuti, e a 180°C per altri 20 minuti circa.

I piricchittus dovranno risultare ben cotti, con un bel colore ambrato e leggeri, vuoti all’interno.

Fateli raffreddare bene, quindi procedete con la copertura.

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