In passato, in Sardegna i dolci non sono mai stati, a livello comune, una componente dei pasti quotidiani. Hanno sempre però fatto parte delle occasioni liete all’interno di ogni famiglia così come nella comunità.

Per questo motivo, tornando indietro nel tempo, i dolci erano presenti solo in occasione di cerimonie e assenti in altre. Il motivo è da ricercarsi nella disponibilità degli ingredienti, non sempre disponibili. Possiamo dire che seguivano quasi un ciclo annuale, rispettando i tempi e le festività che li caratterizzavano.

Il primo dolce dell’anno era, per citarvi qualche esempio, “su pistiddu” preparato per le feste di Sant’Antonio Abate. In alcuni centri del nuorese ancora la tradizione resiste, e consiste nell’accendere un gran fuoco e vegliarvi dalla sera sino all’indomani.

In line temporale succedevano poi “sas urillettas”, treccine di pasta violata ripassate nel miele, quindi “sas cattas” meglio conosciute come le frittelle di carnevale.

Succedevano “sas casadinas” a base di formaggio fresco cotto, zucchero, menta e buccia d’arancia, preparate in occasione della Pasqua. Per le feste estive era e resta assai diffuso il consumo del torrone, preparato anticamente anche nelle singole famiglie, la cui produzione odierna è limitata però a centri artigiani specializzati nella sua preparazione.

Giungiamo alle prime feste autunnali dei santi e dei defunti il cui dolce caratteristico rimane ancora oggi “su pabassinu” la cui confezione e finitura varia di centro in centro denotando l’inventiva delle massaie sarde che ancora oggi sono considerate le uniche artefici di questo meraviglioso dolce a base di mosto cotto, mandorle, uva passa e noci.

Prima che la disponibilità di frutta fosse così abbondante e continua nel tempo, in tutta la Sardegna era diffusa l’usanza di fare scorta di frutta secca, fichi, uva passita, prugne, mandorle, noci, castagne, che per alcuni versi spesso sostituivano i veri e propri dolci.

Per tutte le occasioni festive di famiglia i dolci si preparavano in casa e las pardulas era uno di quelli.

E’ un dolce tipico a base di ricotta, zafferano e limone, in uso soprattutto nel campidanese. L’aspetto è molto simile a quello di una tortina racchiusa in una base di sfoglia sottile di pasta violada .

Io ho voluto elaborare la mia personale ricetta, studiandone aspetto, consistenza, e ovviamente, il gusto. Considerata la presenza di notevoli quantità di ricotta, che io ho sostituito con il casu axedu o frue, risulta molto umida al limite del cremoso. La dimensione è quella di un bocconcino, tutt’al più, due morsi. Ho tralasciato la base, ma la mia è una rivisitazione, non vuole essere la ricetta originale.

Se siete curiosi e volete riprovarla, la mia ricetta è questa:

Per 8 tortine :

  • 115 g di casu axedu o frue
  • 125 g di zucchero semolato
  • 2 uova
  • 70 g di farina
  • 40 g di burro chiarificato fuso
  • 1 bustina di zafferano sardo
  • la scorza grattugiata fine di mezzo limone
  • 3 g di lievito in polvere

Per la glassa piangente al limone

  • 50 g di zucchero a velo
  • 5 g di succo di limone
  • foglia d’oro per decorare (facoltativo)

La prima cosa da fare è mettere a scolare su casu axedu per almeno un giorno.

Fate fondere il burro e mettete da parte. In una ciotola rompete un uovo e un tuorlo. Montate a neve non troppo soda l’albume rimasto.

Versate sulle uova lo zucchero e montate per circa 4 minuti. Aggiungete il formaggio, la scorza di limone grattugiata, e lo zafferano. Incorporate la farina setacciata con il baking, quindi incorporate il burro fuso. Unite per ultimo l’albume montato a neve precedentemente.

Versate negli stampini che avete scelto e infornate a 175°C per circa 20/22 minuti.

Sfornate e lasciate intiepidire, quindi con l’aiuto di un pennellino ricoprite i dolcetti con la glassa piangente al limone. Si tratta di una copertura non invadente, delicata e che ribadisce ulteriormente il profumo di limone.

Completate con qualche pezzo di foglia d’oro.

Rispondi

CLAUDIA AMBU COPYRIGHT © 2010. ALL IMAGES ARE PROTECTED UNDER COPYRIGHT LAW. CREDIT THIS WEBSITE WHEN USING ANY IMAGES ON PINTEREST AND EMAIL REQUESTS FOR ANY OTHER USAGES, INCLUDING BLOGS.
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: