Cercando qua e là sul web a puro titolo informativo, un punto che mette d’accordo tutti c’è. Sono le origini del suo nome, che vede protagonisti i boscaioli dell’Appennino che andavano appunto per monti a far carbone da legna e, molto probabilmente si nutrivano di un pasto condito con guanciale di maiale, uova, pecorino, pepe e strutto (oggi sostituito dall’olio).

Ovviamente, questa, non è l’unica teoria. Le altre vedono singoli protagonisti come depositari delle sue origini, si parla di un’oste romano, di una nobildonna che nell’800 ospitava riunioni segrete degli affiliati della Carboneria.

Altri ancora fanno coincidere la sua nascita in concomitanza agi avvenimenti del secondo dopoguerra, quando, grazie alla presenza degli alleati arrivarono sulle tavole prodotti come uova e bacon in abbondanza.

Oggi chiunque parli di pancetta nella carbonara viene tacciato di eresia in quanto l’unica fede oggi ritenuta valida in fatto di carbonara vede l’utilizzo di un salume di guancia ben più grasso della pancetta.

Essendo un piatto tipico della cucina romana e più in generale laziale, il guanciale sarebbe ovviamente legato a questi luoghi maggiormente, ma soprattutto bisogna dire che è proprio intorno a lui che ruota il gusto del piatto.

Infatti, sono banditi uso di cipolla, aglio, vino o panna. Gli ingredienti ammessi sono guanciale appunto, uova, pecorino e pepe nero e va da se che se saranno di buona qualità il piatto risulterà speciale.

Comunque, una ricetta autentica non è mai stata scritta e nessuno vi vieta di metter quel che più vi piace, cercando di rimanere sempre nei limiti del buon gusto, senza strafare.

Ci sono pochi semplici passi:

Si affetta il guanciale e lo si fa dorare in padella anche senza aggiunta di grassi. In abbondante acqua in ebollizione salata fate cuocere la pasta (io 200 g) In una ciotola sbattete due uova e un tuorlo, una manciata di pecorino, una spolverata di pepe.

Quando sarà cotta la pasta, saltatela in padella insieme al guanciale e fatela insaporire , spadellando per qualche istante.

A questo punto, fuori dal fuoco, unite le uova sbattute col pecorino. Spadellate in modo da creare una deliziosa cremina che si formerà grazie all’uovo e agli amidi della pasta.

Completate nel piatto con un’ulteriore spolverata di pepe nero e pecorino.

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