Dicono che il mese di Luglio appena trascorso sia stato il più caldo che l’uomo possa ricordare. E lo dico non senza una punta di amarezza. Fa paura questo clima che cambia, e ancor più paura fa chi sembra non curarsene affatto. A volte mi chiedo se i miei figli alla mia età di ora potranno ancora gioire e godere anche solo di un piccolo barlume d’idea di quel che ancora chiamiamo Estate e che, di bella stagione, sembra ormai avere poco e niente. Io non l’ho mai amata granché, sebbene credo di aver conosciuto il lato piacevole di questa stagione, quella vera, quando ero piccina, che forse in fondo, ha lasciato il suo segno indelebile. Ho più una predisposizione a giornate buie e piovose, non so perché, ma da che io ricordi ho sempre preferito il fresco al caldo che ormai sta diventando sempre più insopportabile.

Dell’estate però, non posso, non amare i suoi colori, la nitidezza di certe mattine prima dell’alba, la calura, che ondeggia vibrante sulle colline a mezzogiorno, la passione forte del vento del sud che ti asciuga le forze e fa riemergere ricordi sotto l’ombra morbida e assonnata di un porticato che davanti a se si apre a infinite distese di campi gialli paglierini. L’estate non è una stagione, è uno stato d’animo. Malinconia e ebbrezza viaggiano a braccetto. Almeno per me.

E i suoi profumi, che poi alla fine sono quelli che preferisco in assoluto. Pomodoro, miele, basilico, formaggio e olio d’oliva vergine. Li mangerei tutti i giorni.

E questo crostone è nato così, per morderla, quest’estate infinita.

Il nome per esteso di questo delizioso crostone include certamente dettagli che stimolano ulteriormente le acquoline.

Io ho utilizzato:

  • pistoccu di Armungia (sfoglia soffiata, più leggera e croccante)
  • 5-6 fichi neri maturi
  • una manciata di datterini gialli e rossi
  • basilico q.b
  • miele millefiori un cucchiaino
  • glassa di aceto balsamico
  • pecorino sardo piccante
  • olio extravergine d’oliva

L’unica, velocissima, operazione di cottura riguarda i pomodorini e i fichi. Non privateli della buccia, passate loro un panno sopra per eliminare polvere e impurità. Metteteli insieme in una padella con poco olio evo e fate insaporire con il miele e la glassa di aceto balsamico. Fate caramellare spegnete la fiamma e lasciate intiepidire.

Farcite il vostro crostone di pane con scaglie di pecorino sardo piccante e basilico fresco spezzettato con le mani.

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