Il primo ricordo che ho della pratzida risale a quando avevo sei anni. La mia mamma lavorava a Muravera ed è stato allora che è scoccata la scintilla. (e come poteva essere diversamente).

I più fortunati di voi avranno certamente qualche ricordo sbiadito, ma intenso, del loro primo panificio preferito. Quello che ti rende cara al cuore una certa parte della città solo perché quando ci passavi davanti da bambino, un buon profumo di pane ti saliva su per le narici, e tutto era reso ancora più grazioso da deliziose maioliche verde acqua sulle pareti.

Era praticamente impossibile non vedere tutto. Anche grazie all’altezza irrisoria di 110 cm, ovvio. Il cabaret delle paste da colazione appena sfornate lasciavano intravedere a occhi curiosi sbuffi generosi di crema, panna e cioccolato.

Pizzette sfoglia fragranti di forno, grissini di ogni genere e tipo, panini soffici che invitano al morso i pensieri, e poi i tranci di pizza, le focacce unte e salate come se non ci fosse un domani, quelle con le olive, le cipolle, i pomodorini.

Per me, c’erano anche i dolci sardi. E che ve lo dico a fare. Vassoi infiniti, perché quando sei piccino tutto sembra più grande di quello che in realtà è, di pastine alle mandorle finemente ricamate, bianchini con mandorle, pardule e formaggelle, pabassine e ciambelle…ecco è per questo che non si può dimenticare. La poesia dei ricordi di quando sei bimbo non ha prezzo.

Nei panifici cagliaritani allora la pratzida non era semplice da trovare almeno io non la ricordo, e ai miei occhi golosi non sfuggiva nulla.

Per questo, avevo un secondo panificio preferito, quello di Muravera, ovviamente. Che in più proponeva appunto, anche la pratzida.

La versione classica è quella con pomodori freschi, aglio e basilico. Tre ingredienti miei preferiti. La variante è con le melanzane. Fine.

Se siete fra quelli che di nascosto pucciano un pezzo pane direttamente dalla pentola dentro la quale sobbolle lentamente la salsa al pomodoro, rischiando di bruciarsi la lingua e sporcarsi la maglia, questa ricetta fa al caso vostro. 😉

Ingredienti e dosi per 3 pratzidas di medie dimensioni

  • 700 g di semola rimacinata di grano duro
  • 300 g di farina forte per pizza o focaccia
  • 600/650 ml d’acqua
  • 2 g di lievito di birra fresco
  • 40 g di olio extravergine d’oliva
  • 30 g di sale

Per il ripieno

  • 500 g di pomodori freschi
  • 500 g di melanzane tonde
  • aglio
  • basilico
  • sale
  • olio evo

Preparate l’impasto a mano o in planetaria, utilizzando dapprima la foglia e poi il gancio.

L’impasto dovrà risultare ben idratato e soffice. Io ho impastato la sera e fatto lievitare una notte, quindi utilizzato l’impasto l’indomani.

I pomodori li ho lasciati a scolare il loro liquido in un colapasta, poi a marinare con l’olio, sale aglio e basilico. Le melanzane tagliate a tocchetti e saltate appena in padella, prima di essere utilizzate.

L’impasto va steso sulla teglia, posizionato il ripieno al centro e appena aperto su tutti i lati. La pasta va richiusa verso il centro e appena sovrapposta in modo “approssimativo”, non con estrema perizia per intenderci.

Solitamente si copre di più ma a me piace così.

Fate cuocere in forno preriscaldato a 240°C per circa 30 minuti o comunque sino a quando non avrà un bel colore dorato.

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