Sentirsi come Julie, di Julie and Julia in veste di “assassina di aragoste”, fatto. Avendoci però pensato con ampio anticipo ho pensato bene di farle uccidere a qualcun’altro, appena pescate, surgelate.

So bene che sarebbe meglio acquistarla viva ma se il prodotto è buono, rispetta la catena del freddo, e se ci aggiungi un pizzico di fortuna nel beccare le femmine con le uova, non ci sono motivi per escludere un buon surgelato.

P.s a proposito delle femmine, si riconoscono facilmente perché sono più cicciute 😉

Per la scelta dell’aragosta sarà fondamentale non sottovalutare il mare. Che poi è quello che da sapore alla sua carne. Fondali rocciosi ricchi di alghe e plancton, ma anche di ricci e cozze e ostriche sono l’ambiente ideale per la dieta dell’aragosta, carnivora sì, l’aragosta è carnivora! La troviamo nel mare Mediterraneo quindi, e specialmente le coste Nord della Sardegna. Ma anche l’oceano, ovviamente.

L’aragosta tendente al violetto/giallo/bianco è la più conosciuta, forse la più pregiata e viene dal mar Mediterraneo. Dall’oceano Atlantico invece, proviene quella rossa.

Quella verde proviene dalla Mauritania, la rosa è tipica di Portogallo e Nord Africa e per finire c’è la bruna, originaria di Cuba.

Preferite sempre piccole pezzature e cuocete per tempi brevi in acqua bollente o court bouillon. Saranno necessari 20 minuti per 1 kg scarso e da lì a scalare, per pezzature minori, tempi minori.

Dell’aragosta, cari miei, non si butta via nulla, giusto il suo carapace, impenetrabile e durissimo e pieno di spine. Fegato, uova, testa, tutto si utilizza per creare una salsa deliziosa che serve appunto ad accompagnare la carne dell’aragosta.

Come nella ricetta che vi propongo io, un classico qui, dalle nostre parti.

Aragosta alla campidanese

Ingredienti per 6/7 persone

  • 3 aragoste da 900 g circa
  • 500 ml olio extravergine d’oliva
  • 7-8 pomodori grandi non troppo maturi
  • 3 cipolle rosse
  • 6 cucchiai circa di aceto di vino bianco
  • il succo di due limoni

Dopo aver proceduto alla bollitura in acqua o court bouillon con i tempi che vi ho suggerito, procedete a tagliare l’aragosta, dapprima staccando la testa dal resto del carapace, quindi tagliate la testa centralmente effettuando un taglio verticale.

Recuperate i succhi dalla testa, e il fegato dalla parte inferiore. Affettate a rondelle la coda. Con questi succhi preparate un’emulsione con olio, sale, limone e aceto e irrorate bene la carne.

Affettate i pomodori a rondelle e le cipolle a julienne. Unitele all’aragosta e fate insaporire il tutto. Servite a temperatura ambiente.

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