Sapete bene qual’è il mio dolce preferito, ma, se vi siete persi la mia intervista per Sapori 1832 siete sempre in tempo per andare a curiosare..ad ogni modo sì, per me è difficile trovare qualcosa di più buono di una seadas al miele di cardo. 

Per carità, pieno il mondo di leccornie. Ma per me lei non è solo un dolce. E’ il ricordo di mio papà, una forchetta grondante di miele che ti sporca mento e dita, ha dentro se, il profumo di lunghe e fredde notti d’inverno racchiuse tutte in una crosticina croccante col cuore morbido di formaggio filante.

Ecco, ora direte, e che c’entra questa sviolinata alla seadas quando li sopra è chiaro che di seadas non si tratta?

La millefoglie certo non suscita in me le stesse sensazioni ma posso quasi essere sicura che si tratti del mio secondo dolce preferito.

Ma no, non per forza il trancio perfetto, ma il perfetto incontro di due preparazioni che, se ben riuscite, poco ci stanno a farvi sentire cori di angeliche voci.

Il cucchiaio perfetto è li, crema pasticcera e sfoglia croccante, calda, e appena caramellata.Si calda, perché spesso si da troppo valore alle consistenze e ci si dimentica quanto possa essere molto più consolatorio lasciarsi rapire da un boccone che col suo calore riesca a scaldare quel pensiero cattivo e trasformarlo in sapore di vaniglia e profumo fragrante di burro appena sfornato..

Complicatina, ma siete sicuramente nella stagione giusta per provarci, la ricetta pasta sfoglia inversa la trovate qui

Per la crema pasticcera extra (da una ricette di Christophe Felder

  • 500 ml di latte intero (intero!)
  • 6 tuorli d’uovo
  • 1 bacca di vaniglia bourbon
  • 50 g di Maizena
  • 120 g di zucchero semolato
  • 50 g di burro 

Il procedimento è il classico. Mettete a bollire il latte con la vaniglia (i semi e la bacca) sul pentolino.

In una ciotola sbattete tuorli, zucchero, quindi la maizena.

Versate il latte caldo su questo composto, quindi filtrate il tutto rimettendolo sul pentolino, quindi sul fuoco.

Fate addensare mescolando continuamente con una frusta.

Fuori dal fuoco aggiungete il burro.Fate intiepidire a temperatura ambiente, coprendo con pellicola a contatto. 

Per l’assemblaggio procedete montando il dessert al piatto oppure nella maniera classica.

1 Comment

  • LaRicciaInCucina ha detto:

    Sì, ci sono dolci che sono arricchiti da quella nota in più: il ricordo.Io amo tantissimi dolci: bigné alla crema, millefoglie (e questa è uno spettacolo, lasciatelo dire)…ma la crostata di marmellata (mi rifiuto di chiamarla confettura!) della nonna rimarrà sempre in cima alle mie preferenze!Un abbraccio e…COMPLIMENTI per questa ricetta!

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